Voices

 

Manovre disostruzione pediatriche

di - 2 aprile 2014 alle 12:17

In questo campo non sono un esperto, ma vorrei esserlo, dovrei esserlo.

 

CdS, 2/8/2005

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the_last_jediFederico di nome, Jedi per passione

Da sempre appassionato di sci e di nuove tecnologie, "sostenibile" dai 7 anni di età, ora combattuto tra il “mestiere” di papà e la domotica. In rete dal 1994 per gioco, dopo la start-up del più famoso portale internet in Italia sono entrato nel Gruppo Telecom Italia per il lancio di webtv, iptv e tv 3.0 e da qualche anno mi occupo in Corporate Communication di blog e social media.

 
 

La disinformazione corre su Facebook

di - 26 marzo 2014 alle 12:51

Whether long-range weapon or suicide bomber

Wicked mind is a weapon of mass destruction

Whether soaraway Sun or BBC 1

Misinformation is a weapon of mass destruction

Faithless

Nel report 2013 del Word Economic Forum (pdf) la “massive digital misinformation” viene elencata tra i rischi sistemici della nostra società. In un mondo dove la costruzione delle credenze e delle opinioni avviene sempre più online, questa consapevolezza impone un momento di riflessione che vada al di là della retorica semplicistica che pretende che all’aumento di produzione di contenuti, in special modo sui blog e sui social media, corrisponda un aumento di qualità dell’informazione.

Negli ultimi anni non si contano più le bufale di ogni genere circolate ovunque; da quando è stato chiaro che i social network sono un terreno di affiliazione politica privilegiato (diciamo per semplicità da Obama e le  elezioni statunitensi del 2008) questi sono diventati terra di conquista per ogni propaganda e luogo di scontro tra le varie fazioni. Effettuando per esempio la ricerca “Ansa Iran alieni” su Google, verranno presentati una serie di link relativi ad una notizia di metà gennaio 2014: secondo la Fars (agenzia di stampa  iraniana) gli Stati Uniti sono governati dagli alieni.

ansa [ Leggi tutto ]

 
 

Google Flu Trends non sta tanto bene

di - 18 marzo 2014 alle 17:32

Uno dei maggiori successi che gli estimatori dell’utilità dei Big Data citano a ogni piè sospinto è il progetto Google Flu Trends: un insieme di stringhe di ricerca sul motore di ricerca che permette di stimare le epidemie di influenza negli Stati Uniti molto più velocemente di quanto riesca a fare il CDC (Centers for Disease Control and Prevention). Più precisamente, Google Flu Trends predice il numero di visite ai medici a causa di un’influenza, senza attendere i dati ottenuti direttamente dal CDC, che ovviamente deve aspettare che vengano raccolte ed elaborate le relazioni dei medici. Google invece vede in tempo reale le ricerche legate – o meglio, correlate – a un’epidemia di influenza e dà il suo responso: non solo per gli USA, ma anche per varie nazioni in tutto il mondo, dalla Francia che è stata la prima a dotarsi di un sistema di misurazione in formato elettronico alla Russia.
[Google Flu Trends]

Tutto bene, insomma? Mica tanto. È notizia di questi giorni (qui il link di New Scientist, qui invece una segnalazione dallo Scientific American) che quest’anno le previsioni sono state sbagliate, come del resto l’anno scorso e due anni fa. Insomma sono tre anni di fila che Google Flu Trends sbaglia le previsioni: l’anno scorso, riportava Nature, ha sovrastimato i casi di influenza realmente capitati, prevedendone quasi il doppio. Se volessimo malignare, potremmo affermare che le previsioni sono state corrette solo per il tempo strettamente necessario a pubblicare i primi articoli e libri sul tema, e sfruttare poi l’”effetto copincolla” per farlo diventare un articolo di fede. “Ma certo che è vero! Guarda in quanti ne parlano, ed è persino citato l’articolo con i risultati originali!”

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E se il David di Michelangelo fosse sotto Creative Commons?

di - 12 marzo 2014 alle 15:53

[Il David col fucile]

Il David col fucile (dalla pubblicità ArmaLite)

È possibile che qualcuno di coloro che sta leggendo questo post si sia chiesto come sia possibile che il MiBACT, nella persona del ministro Dario Franceschini, twitti che l’immagine del David di Michelangelo che imbraccia un fucile (da 2500 euro nella versione base, tra l’altro) “violi la legge”. Le offese in fin dei conti sono negli occhi di chi osserva, ma la legge dovrebbe essere uguale per tutti… e il David non è certamente sotto copyright, no? E non è neppure vietato pubblicizzare armi, no? Leggendo il Post si trova qualche informazione in più, ma anche da lì non si capisce quale sia la legge al riguardo. Provo a darvi qualche spiegazione, e già che ci sono prendo spunto da quella pubblicità per mostrare con un esempio pratico qual è il significato delle varie sigle delle licenze Creative Commons, che ci danno la possibilità di scegliere quali dei nostri diritti ci interessa tutelare.

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Social Media Week Milan 2014

di - 5 marzo 2014 alle 14:38

Venerdì 21 febbraio si è chiusa la social media week a Bangalore, Barcellona, Copenhagen, Amburgo, Lagos, Milano, New York e Tokyo (se la volete vedere a Berlino, Bogotà, Chicago, Londra, Los Angeles, Mumbai, Rotterdam, San Paolo o Toronto mi spiace, ma dovete aspettare a settembre :) ).

Social Media Week Milan 2014

Eh sì: caratteristica della Social Media Week è quella di vivere in due momenti distinti dell’anno in città differenti. Il fatto di essere una Week e di essere di 5 giorni la dice lunga sul pubblico cui si rivolge (insomma non hanno sbagliato a contare).

Ora che siamo a bocce ferme, possiamo fare un bilancio di cosa ci ha lasciato questa social media week? Beh, innanzitutto un fatto banalmente social. Tramite i vari #smwmilan, gli storify, i tweetbook, ma soprattutto i video potete riviverla o viverla, se ve la siete persa, anche a giorni di distanza.

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