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Con il telefono in montagna, da mero strumento per comunicazioni all’orientamento GPS on line

di Andrea Scatolini - 20 gennaio alle 14:35

Vado in montagna da 25 anni e quando ho cominciato si andava con carta topografica e bussola, con il rischio di perdersi o addirittura di morire.  Il cellulare e internet e la loro evoluzione hanno cambiato radicalmente le mie modalità di fruizione della montagna.

Monte Nerone - Foto di Luigi Russo

Negli anni ‘90 la copertura del segnale per telefonia mobile era limitata a poche zone del fondovalle e il telefono era lo strumento che riaccendevo una volta arrivato all’auto, per comunicare che l’escursione era finita e sarei tornato a casa in macchina di li a qualche ora.
Poi la copertura del territorio è andata via via aumentando, e anche se mancano ancora molte zone montane e impervie da coprire, a cominciare dal nuovo millennio il cellulare è stato uno strumento da portare nello zaino per comunicazioni più frequenti, sia verso casa, sia per segnalare eventuali chiamate al Corpo Nazionale del Soccorso Alpino e Speleologico. La conoscenza del territorio e la garanzia della copertura GSM mi ha permesso di andare in montagna anche da solo e adesso è più frequente l’incontro con altri escursionisti solitari sui sentieri dell’Appennino e delle Alpi.
 
La copertura GSM e la tracciabilità degli utenti riesce ormai a definire anche zone ristrette di ricerca dispersi da parte dei soccorsi e gli SMS, più facili da inviare di una chiamata in caso di segnale debole, hanno permesso il salvataggio di numerosi escursionisti.
Lo sviluppo tecnologico e la strumentazione a prezzi abbordabili ci hanno fatto mettere nello zaino anche i GPS; comodissimi e costosissimi strumenti che ci comunicano la nostra posizione, latitudine e longitudine e se usati correttamente anche la direzione da prendere per raggiungere un punto conosciuto.
 
L’evoluzione tecnologica c’è stata anche sul telefono cellulare e con i modelli con sistema operativo Symbian di alcuni anni fa non era necessario comprare un dispositivo GPS completo: bastava una piccola antennina GPS da poche decine di Euro, collegata con bluetooth al telefonino, e un software per la gestione di dati cartografici, e il telefono si trasformava anche in un comodo dispositivo GPS. L’ Unica pecca del sistema era quella di dover portare due aggeggi che avevano bisogno di batterie e alla lunga la gestione del bluetooth le scaricava inesorabilmente.
Nel 2008, con un telefono Symbian, una antennina bluetooth, il programma di cartografia Compe GPS e un pò di tempo dedicato a scaricare e georeferenziare carte digitali con programmini di filesharing, si aveva a disposizione un potente sistema di navigazione satellitare, cartografia gratuita e un ottimo strumento per le chiamate di emergenza, ma bisognava conoscere molto bene una serie di programmi software, e non ultimo bisognava essere esperti di cartografia e sistemi di riferimento. Roba da esperti smanettoni.
In rete funzionavano già google maps e google earth, su cui era possibile riversare i punti e i tracciati rilevati durante l’escursione, ma rimaneva tutto nel proprio pc di casa.
 
Negli ultimi anni il web 2.0 e la sua vocazione social hanno favorito la crescita di una piattaforma gratuita e open:  il sito Open Street Maps, padre di Open Cycle Maps, mette a disposizione degli utenti internet carte già georeferenziate, programmini ad hoc, e soprattutto sentieri percorsi da altri utenti e condivisi in rete, utili per il trekking e per la mountain bike. Il continuo caricamento di nuovi sentieri, gratuiti, sta portando i grandi costruttori di strumentazione GPS a non aggiornare più le proprie mappe, perchè il contributo social dei volontari è molto più veloce e capillare di quello che si riesce ad ottenere pagando dei professionisti.
L’ultimo grido del telefonino come strumento di rilevazione satellitare e orientamento in montagna è giunto con i nuovi Smartphone che hanno già al loro interno una antenna GPS, un sistema operativo Android molto potente che consente di gestire programmi di navigazione satellitare complessi, e soprattutto ci tengono costantemente connessi alla rete, tanto da far conoscere immediatamente a tutti gli amici la nostra posizione, anche attraverso applicativi on line come Google Latitude.

Dintorni di Narni

La passeggiata o l’escursione non finisce una volta arrivati in macchina, perchè c’è da riversare sul pc la traccia del sentiero, le foto georeferenziate, magari il piccolo video girato con il telefonino, e poi c’è da mettere tutto sul proprio profilo facebook e aspettare i commenti degli amici.
 
In dieci anni le mie passeggiate in montagna sono diventate decisamente meno “avventurose”, e allora qualche volta spengo il cellulare e incomincio a vagare nei boschi, con la speranza di perdermi e provare quella sottile ebbrezza e quella scarica di adrenalina di chi si perde fuori sentiero….

Andrea Scatolini

6 commenti a “Con il telefono in montagna, da mero strumento per comunicazioni all’orientamento GPS on line”
 
marco scrive:

Andrea, con la frase finale mi hai davvero riportato con i piedi per terra! In quella “dieta” che chi ama stare al contatto con la natura ogni tanto si regala vedo una parte importante del mio rapporto con la tecnologia (utile ma anche tanto invadente). Mi capita spesso di spegnere il cellulare, altre volte di ignorarlo. Il più delle volte, lo ammetto, finisce però che mi ritrovo a raccontare on line quello che ho fatto quando ero off line. Sono giunto alla conclusione che l’importante è avere qualcosa da raccontare: se non ti accontenti di stare a guardare le vite degli altri cogli le ispirazioni che vanno bene per te dai loro racconti e trasformale in azioni. Quella foto di paesaggio alpino mi hagià fatto voglia di andarmi a fare una bella passeggiata!

breezin scrive:

GPS e 2.0 fondendosi insieme hanno dato il via a tutta una serie di applicazioni che consentono la condivisione di percorsi ed informazioni. Io, che ho la passione per la corsa, utilizzo Endomondo anche per cercare nuovi itinerari ogni qual volta mi trovo in vacanza o comunque lontano da casa.

Alessandro Sangiovanni scrive:

Molto interessante! che software utilizzi attualmente? su quali smartphone?

@Alessandro: Il mio compagno di avventure ed escursioni utilizza un telefono vecchiotto: Samsung GT5700 SPICA con sistema operativo Andriod 2.2 Froyo. Ha installato un software a pagamento e non freeware: Back Country; le mappe usate sono le italiane TCN Topomaps.
Da quello che vedo, l’evoluzione tecnologica è talmente rapida che tra qualche mese potremmo essere qui a raccontarci di altri modelli di telefono e altri software.
Io personalmente ho ancora un buon GPS GARMIN di ultima generazione e utilizzo due o tre programmi, tra cui l’intramontabile OziExplorer per ripulire le tracce e interfacciare i dati del GPS con Google Earth.
A casa e in ambiente cittadino gioco con l’IPad e diverse APP gratuite che mi stanno aprendo un mondo nuovo, ma non posso portare l’IPad nello zaino perchè non è concepito per quell’ambiente; Bisognerà aspettare degli smartphone per ambienti estremi… e qualche soldo da spendere in nuove tecnologia! ;)

Amalia scrive:

Ciao Andrea…grazie di aver raccontato il tuo viaggio…tecnologico e fisico…è stato unpò come farlo fare anche a me :)
Ho notato che negli ultimi 2 anni il gps montato su Android si è perfezionato parecchio…infatti, un pò di tempo fa, il mio telefonino non riusciva a riconoscere precisamente la mia posizione e me la sbagliava di almeno 5 km…ora invece azzecca praticamente la via ;)

E’ scritto sul mio profilo: integro la mia vita reale con internet e nuove tecnologie… uso internet, i blog e facebook come luogo di incontro e di scambio con chi condivide le mie passioni, e spesso il cerchio si richiude, perché ho conosciuto e incontrato, in montagna e in grotta e nella vita reale, molte delle persone conosciute virtualmente. Sarebbe bello poter fare due passi in montagna con chi si incontra qui, non la solita pizzettata tra blogger della propria città dove si finisce per parlare di internet, ma uno scambio di cultura e conoscenza della montagna, la “dieta” che suggerisce Marco, vedere come usiamo i telefoni android in montagna io e il mio amico, portare Amalia in un viaggio vero piuttosto che viverlo attraverso il racconto di un altro. Se avessimo un profilo facebook geolocalizzato, sarebbe tutto più facile, forse un argomento per uno dei prossimi post, o un appuntamento per la prossima escursione in montagna…

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L'autore del post

Andrea ScatoliniIntegro la mia vita reale e le mie passioni con internet e nuove tecnologie
Chi è Andrea Scatolini

Andrea Scatolini ha 46 anni, vive a Narni, cittadina di provincia con la moglie e un figlio. Lavora in Telecomitalia dall'88 e si occupa di sviluppo della rete in Open Access. Nutre una forte passione per l'ambiente, la montagna e le grotte. Dal 2003 è webmaster di un blog notiziario atipico: La Scintilena, che è ormai riconosciuto come il principale Sito/Notiziario di Speleologia Italiana. Grazie all'esperienza maturata con il blog ha partecipato allo sviluppo di piattaforme "sperimentali" adattate al suo mondo: Chat, Forum, Videoconferenze, applicazioni e mash-up per Feed RSS, gestione di piattaforme blog multiutente, utilizzo creativo delle google maps, georeferenziazione e GPS, preparazione e gestione eventi on-line, barcamp, fino a trasformare il suo notiziario in un punto di riferimento per gli speleologi italiani e stranieri, cioè un corporate blog con 110 publisher attuali, 20 traduttori, 4 admin del forum, 3 webmaster che curano gli aspetti legati alla sicurezza e un discreto successo di pubblico. Dal 2010 fa parte della redazione della rivista semestrale cartacea "Speleologia" della Società Speleologica Italiana di cui cura anche parte del sito web istituzionale e della pagina Facebook ufficiale.

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