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Office o Coffice? L’ufficio in un coffee shop

di - 27 aprile 2012 alle 10:11

Nel futuro, tutto sarà simile a un coffee shop. Questa è la previsione degli esperti che riassumono la nascita dell’ufficio e la sua prossima evoluzione in un medesimo ambiente, pieno di caffeina.

Il futurista Stephen Gordon, ricorda che l’ufficio moderno nasce nel XVII secolo, epoca dell’illuminismo, nei coffee shop del tempo. L’esigenza di un ambiente diverso arriva in tempi molto recenti, con un picco negli anni 80, dove la disponibilità di computer, fax e stampanti è fondamentale e certo non alla portata dei singoli individui.

Ma ora, con 500 euro di spesa, qualsiasi individuo può avere a disposizione la medesima attrezzatura, sempre con sé, e così l’unica funzione dell’ufficio rimane essere il posto dove accogliere i clienti: cosa è meglio di un ambiente ‘a la Starbucks‘?

Ma il discorso generale può anche far leva su una semplice questione economica. Laddove il risparmio vince, è difficile trovare obiezioni e ciò vale anche per altri ambienti dove l’unica funzione dell’edificio è rimasta quella sociale, persino università e negozi. Per le università, basti rammentare l’esperienza dei corsi a distanza MITx o anche di alcuni corsi di lingue che hanno luogo in locali pubblici, con un numero ristretto di persone e il te’ delle cinque (anche in Italia).

Per i negozi, gli ibridi dettaglio e coffee shop esistono da tempo (in Italia soprattutto librerie), anche in spazi di vendita medio piccoli e, anzi, in alcuni è difficile distinguere il bancone del caffé da quello della cassa.

Ma non è tutto. Infatti pare che abbandonare la consolidata formula dell’ufficio giovi alla creatività in ogni forma. Già è noto che molti scrittori e altri tipi di creativi trovano nei coffee shop un ambiente di lavoro ideale ma il pensiero creativo bene si applica a qualsiasi tipo di lavoro.

In una recente indagine della University of British Columbia, 300 persone sono state invitate a pensare a ogni possibile tipo di utilizzo di un mattone. Le risposte sono state stilate in tre tipi di ambiente, uno silenzioso, uno moderatamente rumoroso e uno chiassoso. I risultati migliori, e non solo per creatività,  sono stati generati nell’ambiente di mezzo, con un rumore di circa 70db, tipico di un coffee shop. Gli specialisti affermano che una moderata distrazione rappresenti una difficoltà modesta che sprona il pensiero astratto.

Certo c’è anche il rovescio della medaglia nel lavorare in un coffee shop: il rumore non favorisce le conversazioni telefoniche, il collegamento a Internet non è un gran che e per certi argomenti riservati la folla non è il massimo. Ma per qualche riunione virtuale o iniziale brainstorming, schemi o schizzi di progetto, un tavolino con una tazza di caffé e un cinnamon swirl sono l’ideale.

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Chi è nik

Giornalista specializzato e appassionato di tecnologia dal 1999, ha iniziato localizzando videogiochi (il primo lavoro era in Editrice Giochi), traducendo manuali e confezioni; ha lavorato in Gamespot Italia e ZDNet Italia come editor e responsabile di laboratorio per poi approdare sempre come editor al portale Virgilio. Appassionato di scrittura non si limita agli articoli giornalistici ma si dedica anche alla scrittura creativa e alla fotografia.

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