Voices / giugno 2012

 

Social Business Forum 2012. E ora?

di - 28 giugno 2012 alle 9:44

Milano ha ospitato lo scorso 4 e 5 giugno presso il Marriott Hotel il Social Business Forum 2012, appuntamento organizzato da OpenKnowledge e giunto alla quinta edizione, con un crescente successo di pubblico: quest’anno, tra Free e Premium Conference, i partecipanti iscritti al convegno sono stati 1600. La partecipazione è stata ampia anche tra gli exhibitors – come usuale in questo tipo di convegni, gli sponsor hanno uno spazio a disposizione per presentare le proprie soluzioni ai possibili clienti – e soprattutto c’era un interessante mix tra i “giovani” che probabilmente di socialcosismo ne masticano abbastanza e gli “anziani” che sono quelli che le aziende (unopuntozero…) le devono fare andare avanti e hanno bisogno di capire come farlo al meglio, soprattutto di questi tempi. La struttura delle giornate è stata particolare, considerando che entrambe le mattinate sono state dedicate a keynotes mentre i pomeriggi si dividevano tra i case studies per chi aveva l’iscrizione business e la free conference aperta a tutti. In un certo senso si è dunque perpetuata la dicotomia tra “giovani” e “anziani” a cui accennavo prima.

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Sua Maestà la Mortadella.

di - 27 giugno 2012 alle 10:09

Lo so cosa state pensando, ecco la solita romana, che parte con l’apologia della mortadella. Se è così, abbandonate subito la lettura, perché sarò pure prevedibile, ma di questo si tratta. L’ottica è quella tecnologica, ma alla fine è motivata dall’amore per Lei. Lo stesso che ha animato Monicelli, per dirne uno.

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T-Payment: comprare (e pagare) direttamente dalla TV.

di - 22 giugno 2012 alle 10:23

Il mondo della TV digitale ha introdotto da tempo metodi e sistemi per acquistare contenuti premium (partite, film, contenuti on demand) ma in genere il livello di integrazione con questi sistemi è verticale e strettamente legato al broadcaster o service provider. Ad esempio, la maggior parte dei contenuti premium disponibili su TV satellitare o digitale terrestre sono legati ad un sistema complesso di CAS e a modelli di business abbastanza articolati, che prevedono pacchetti componibili di contenuti (ad esempio Cinema + Calcio), abbonamenti o acquisti di eventi singoli, generalmente confezionati e gestiti dal fornitore del servizio. Sebbene le combinazioni possibili siano molte, gli utenti non possono realizzare e sottoscrivere un bouquet di contenuti realmente personalizzato.
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Twitter: trending topic, vortici e delfini

di - 20 giugno 2012 alle 14:36

Incipit

Ci sono momenti in cui il caso scioglie, con un colpo di mano, situazioni irrisolvibili, intrecciando storie che in teoria non dovrebbero incrociarsi e dipanando così il tutto.

Questo post nasce da uno di questi casi.

La sera del 18 maggio, in treno, come sempre, davo un’occhiata a twitter, in attesa della partenza. D’un tratto un paio di tweet di amici con hash #mcctest hanno attirato la mia attenzione. Non persone qualsiasi, ma membri del gruppo Gilda35, “gruppo di satira dadaista sul professionismo di internet”, “esimi ricercatori” nonché profondi conoscitori della Rete.  Se la Gilda35 si muove in gruppo ci sono solo due cose che si possono fare: o si osserva lo spettacolo, o si diventa parte dello stesso. All’improvviso, mentre guardavo scorrere quel flusso di tweet, mi sono reso conto che #mcctest era in Trending Topic. Dal treno, a parte fare qualche retweet, si poteva poco, ma quel flusso prodotto da account noti per me era ordinato, quindi arrivato a casa ho iniziato ad analizzarlo per capire come era finito in Trending Topic: la contemporanea presenza delle directioners (fan della boyband OneDirection) con #italythanksoned e più tardi in serata anche degli hash della trasmissione Amici (#amici, #antonino, #annalisa) in Trendic Topic erano  perfetti  per un’ analisi comparata. Trovare il tempo per analizzare una serie di flussi “giusti” e tirare così fuori una formula semplice per capire come funzionano i trending topic era una cosa che volevo fare da un po’.
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Digital divide. I due pilastri del recupero: istruzione e infrastrutture

di - 15 giugno 2012 alle 15:26

Il ritardo tecnologico non è una novità per il paese nonostante vecchie e nuove denunce. In cifre il digital divide ha un costo valutato in una percentuale tra l’1 e l’1,5% del prodotto interno lordo.

Le cause, come gli allarmi, sono note. Antropologiche, culturali – con la responsabilità  del sistema scolastico – e strutturali: carenza di connessioni ad alta velocità, tessuto d’impresa parcellizzato, limitate capacità d’investimento.
L’infografica che riporto qui sotto relativa all’e-goverment (elaborata da ilbureau su dati Istat) può essere presa come immagine e sintesi dell’Italia post-industriale (forse suo malgrado), al guado tra declassamento e ripensamento dell’intero apparato economico.

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