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Mobile Internet & Apps: è boom

di - 13 giugno 2012 alle 10:07

All’apertura dell’annuale convegno dedicato al mondo mobile da parte del Politecnico di Milano (Osservatori.net), la positività e la crescita sono le parole d’ordine  anche se con qualche “ma”.

Si prevede che il Mobile Internet nel 2012 superi il miliardo di euro, grazie alla diffusione delle tariffe flat, e che il mercato dei contenuti e app mobile cresca del 15%  fino a superare i 600 milioni di euro, dei quali per quasi il 90% relativi al Pay diretto, mentre per il solo 10% relativi alla pubblicità che sostiene i contenuti gratuiti.

Cresce il mercato dei giochi (44%), musica (39%) e video (+30%), contenuti da sempre bramati nelle più classiche piattaforme desktop: console, pc e tv. Nessuna novità sui tipi di contenuti (anche se fruiti in modo diverso) dunque e anche meno su chi detiene saldamente le leve che fanno aprire i portafogli: l’85% del mercato è in mano alle Telco che abilitano la vendita dei contenuti tramite bolletta telefonica.

Il mobile advertising, invece, anche se relegato alla minima crescita a due cifre, promette di raddoppiare le entrate entro i prossimi due anni, raggiungendo una quota di oltre 100 milioni di euro per il 2014, pari a circa il 10% del totale mercato della pubblicità su Internet.

Questi dati sono confortanti non solo per l’immediato futuro ma anche per quello successivo, grazie anche a una serie di iniziative europee e all’impegno di operatori Telco ed editori decisi a non affossare un mercato redditizio e positivo. Lo scenario 2012 proposto dal convegno “Mobile Internet & Apps: è boom” si riassume in questi punti:

 - Fonia e sms continuano a calare (data la diffusione di molti prodotti per la messaggistica via Internet)
 - Connettività dati stabile (si cambierà probabilmente del 2013 con LTE)
 - Mobile Internet in crescita netta
 - Contenuti a pagamento in crescita grazie ai sistemi di pagamento gestiti dalle Telco
 - Mobile Advertising sostanzialmente stabile
 - Nuovi usi di smartphone e tablet con l’avvento dell’LTE
 - Maggiore utilizzo contenuti mobile a pagamento grazie alle iniziative di Mobile Payment congiunte
 - Maggiore sicurezza grazie ai tavoli regolatori europei per il net neutrality e governance

I principali operatori telefonici intervenuti al Convegno si impegnano a sostenere e salvaguardare il mercato mobile ciascuno con la propria visione. Vodafone, ad esempio, si preoccupa del Digital Divide e di proporre nuovi utilizzi per i dispositivi mobili; Telecom Italia pone l’attenzione ai contenuti di valore e alla semplicità del pagamento in bolletta; 3 Italia paventa una diffusione di Internet fino ad arrivare all’ “Internet delle cose” e spera in utilizzi rivoluzionari della nuova Rete; Wind vede invece app ovunque ma preferisce fare ciò che meglio sa fare, cioè Telecomunicazione e lascia ad altri lo sviluppo di contenuti.

Gli “altri” in questione sono in parte intervenuti al Convegno, con i rappresentanti di vari editori, ciascuno con la propria esperienza e visione di sviluppo del mercato.

Il Sole 24 Ore Digitale ha evidenziato come gli stessi contenuti possano essere fruiti in modo completamente diverso durante l’arco della giornata e di come le applicazioni servano perfettamente a soddisfare questo bisogno.

Anche l’Espresso vede un futuro multi-piattaforma e separa decisamente il mondo smartphone da quello tablet. Il vero business si fa capendo qual è il valore aggiunto, soprattutto dove il mobile advertising è difficile (si legga smartphone), insomma creando prodotti nuovi.

RCS è soddisfatta dei risultati con gli smartphone ed è fiera del fatto che chi paga l’abbonamento ai suoi prodotti poi li usa con assiduità. L’unico pericolo riguarda i contenuti di scarso valore e non controllati, questi infatti rischiano di affossare il mercato se non si instaura un controllo ad hoc.

Rai ormai cavalca da molto tempo l’onda digitale e anche se non è proprio la Bbc, almeno va applaudita la costanza con cui propone una quantità di contenuti sempre maggiore con il passare del tempo. Per Rai è d’obbligo rendere i contenuti fruibili su qualsiasi piattaforma e infatti anticipa la sua app Rai Tv che proporrà tutti i canali Rai in diretta, più il catchup, più l’on demand. Anche se il tablet viene ormai spesso associato al cosiddetto Second Screen, per Rai spesso si rivela un Prime Screen, data la quantità di video consumati su tale dispositivo. Altri obiettivi Rai riguardano l’utilizzo degli smartphone con pillole video e nuovi sistemi di interazioni tra tutti gli schermi, dal piccolo smartphone al sempre più grande schermo del televisore. In sostanza ne “vedremo” delle belle.

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Chi è nik

Giornalista specializzato e appassionato di tecnologia dal 1999, ha iniziato localizzando videogiochi (il primo lavoro era in Editrice Giochi), traducendo manuali e confezioni; ha lavorato in Gamespot Italia e ZDNet Italia come editor e responsabile di laboratorio per poi approdare sempre come editor al portale Virgilio. Appassionato di scrittura non si limita agli articoli giornalistici ma si dedica anche alla scrittura creativa e alla fotografia.

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