Voices / agosto 2012

 

Calcolatori e codifiche

di - 29 agosto 2012 alle 11:31

Quando ho parlato di calcolatori e alfabeti ho barato. Più precisamente, ho omesso di parlare dei vari insiemi di caratteri che assomigliavano vagamente all’ASCII, nel senso che lettere e numeri stavano al loro posto ma altri caratteri no. Chi è vecchio come me forse ricorda ancora l’Apple ][, con i suoi caratteri in negativo (ma solo maiuscoli! O erano quelli lampeggianti? Chi se lo ricorda più...) Chi ha giusto qualche anno in meno invece dovrebbe riuscire a ricordarsi il font semigrafico dei primi PC IBM: la cosiddetta "code page 437", che per mezzo di magheggi vari permetteva anche di usare le posizioni riservate ai caratteri di controllo per fare le cornicette. E comunque Windows aveva la sua propria codifica a otto bit, Windows-1252 (no, non ne avevano provate altre 1251! Semplicemente, i vari Windows 125x corrispondono logicamente agli ISO-8859-y, e permettono di scrivere in alfabeti diversi da quelli latini standard). Anche Apple andava avanti per conto proprio, e fino a OS X aveva il suo charset, Mac OS Roman. Ma anche ora che siamo più o meno tutti d'accordo a usare Unicode in una versione o nell'altra non è che le cose funzionino così bene...

Una schermata tipica di un gioco Apple II

Il font dei primi PC IBM

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Grandi emozioni a tecnologia zero

di - 22 agosto 2012 alle 10:00

Figura 1: La Grand Place

Sono stata a Bruxelles per una conferenza lo scorso mese.

È stata la mia prima visita in Belgio.

L’apparenza è quella di una qualsiasi città del Nord Europa in estate: cielo azzurro, nuvolette bianche che corrono veloci, venticello, casette di 2 o 3 piani al massimo e tante persone negli innumerevoli dehor dei bar e caffè.

Si sente la voce delle persone che parlano nel pieno centro della Grand Place interdetta alle auto.

Molti turisti, ma sono di più i residenti, che alla fine del lavoro si concedono una birra o una tazza di cioccolata calda o un gelato. Tutti da gustare!

Nel mio girovagare nel giorno di ferie che mi sono concessa per dare un’occhiata in giro, mi ritrovo a definire quali musei visitare. La prima sorpresa è la quantità dei musei a Bruxelles: la lista conta almeno 50 diversi musei, tra noti e meno noti.

Sulla strada per il Musèe Royaux de Beaux Art mi colpisce un palazzo liberty: è l’Old England.
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Bloggo, ergo sum. Le foodblogger, chi siamo e perché lo facciamo.

di - 15 agosto 2012 alle 10:00

Prima di aprire un blog, il mio rapporto con le foodblogger e il frutto delle loro fatiche era molto utilitaristico. Googlavo una ricetta, atterravo su un blog e se foto, chiacchiere e ingredienti mi convincevano la cena era decisa. Poi, una mattina mi sono svegliata e ho cominciato a dire la mia, così allo sbaraglio, senza aver meditato la cosa.
È stato a partire da quel momento che ho cominciato a spiare le altre, e a capire cosa facevano quelle brave, o meglio quelle che io ritenevo tali.
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Anatre, uomini e giochi di coordinamento

di - 10 agosto 2012 alle 11:18

Incipit.

Questo è un post agostano, quindi la storia di oggi deve essere abbastanza rilassante da potere essere letta sotto l’ombrellone. Prima di tutto quindi versatevi un bicchierone di tè freddo, mettete la musica di sottofondo ed iniziamo a parlare di teoria dei giochi.

La Teoria dei Giochi è una disciplina alquanto vasta, il cui scopo è analizzare i comportamenti strategici dei decisori (giocatori), ovvero studiare le situazioni in cui diversi giocatori interagiscono perseguendo obiettivi comuni, diversi o conflittuali. Un ruolo centrale nella teoria dei giochi è svolto dal concetto di soluzione di un gioco, che, […] è l’identificazione di una o più strategie, da parte dei diversi giocatori, compatibili con determinate assunzioni di razionalità e intelligenza dei giocatori stessi. La teoria dei giochi può avere due ruoli diversi. Il primo (ruolo positivo) è quello di interpretare la realtà, ossia spiegare come mai, in certe situazioni di conflitto, i soggetti coinvolti (giocatori) adottano certe strategie e certe tattiche. Il secondo ruolo (prescrittivo) che è invece quello di determinare quali situazioni di equilibrio possono (o non possono) verificarsi come risultato dell’interazione dei due soggetti”. [da Agnetis -  Introduzione alla teoria dei giochi].

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Calcolatori e alfabeti

di - 8 agosto 2012 alle 10:00

Vi è mai capitato di andare all’estero, finire in un Internet Point, e scoprire con orrore che la tastiera su cui scrivete non è quella giusta? L’esperienza di non trovare le lettere al punto giusto è scioccante, e io che ho una certa qual età ricordo con terrore il periodo alla fine degli anni ’70 in cui le RELAWIONI datate l)/% si sprecavano, visto che mi toccava passare dalla macchina da scrivere con una tastiera QZERTY e i numeri che venivano digitati come maiuscole ai miei primi(tivi) computer che avevano la tastiera QWERTY e mancavano di lettere accentate. Ma la storia di come interagiamo con i caratteri del PC è molto più complcata: iniziamo a vedere la parte relativa ai charset, cioè agli insiemi di caratteri che dovrebbero rappresentare quanto si può scrivere in una lingua.

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