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Semplificare le Reti di Domani (seconda parte)

di - 8 giugno 2012 alle 10:20

Nella prima parte di questo post abbiamo immaginato le reti di domani come veri e propri ecosistemi, dove ogni terminale o addirittura oggetto diventerà un nodo di rete, magari anche dotato di un suo clone virtuale (ad es. sul Cloud): questo renderà possibile collegarsi ed accedere a qualunque servizio, applicazione e informazione, interagendo dinamicamente con altri terminali ed oggetti, reali o virtuali.

Abbiamo concluso dicendo che il successo dell’Operatore, in questo scenario futuro dipenderà molto dalla capacità di “semplificare” la rete (e la relativa gestione), fino a trasformarla in una proprietà “emergente” di una realtà fittamente interconnessa, proprio come negli ecosistemi in natura. Le reti di domani dunque saranno capaci di auto-gestirsi, auto-adattarsi dinamicamente…in una parola saranno autonomiche.

ETSI sta iniziando standardizzandizzazione di un’architettura di rete autonomica.

Modello architetturale di rete autonomica (fonte ETSI)

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Semplificare le Reti di Domani (prima parte)

di - 18 maggio 2012 alle 10:22

Credo che le reti di domani saranno molto simili alle reti degli ecosistemi in natura. Basta guardare allo sviluppo tecnologico dei terminali e alla progressiva introduzione di capacità di comunicazione in un crescente numero di dispositivi, per immaginare delle reti (soprattutto nella parte più periferica, in un raggio di qualche metro intorno agli Utenti) caratterizzate da un modello di interazione dinamico, molto articolato: un vero e proprio ambiente di comunicazione, con continui auto-adattamenti locali. Questi comportamenti sono tipici dei complessi adattativi, sistemi capaci di auto-organizzarsi, (anche in assenza di un controllo centralizzato) al variare delle condizioni al contorno. L’esempio che viene subito in mente è quando ci compriamo un PC: sarebbe bello se il PC fosse in grado di scoprire, da solo, cosa c’è in casa e si auto-configurasse in modo opportuno, magari ogni volta che cambia qualcosa nell’ambiente domestico. Questo è un comportamento di tipo autonomico.
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L'autore

Antonio ManzaliniIngegnere, appassionato di fisica e matematica
Chi è Antonio Manzalini

Sono Antonio Manzalini, lavoro nella Direzione Strategy (Future Centre) di Telecom Italia. Mi sono sempre occupato di ricerca e innovazione di rete, iniziando in CSELT nel 1991. In particolare, attualmente, mi occupo di tecnologie ed architetture di rete innovative, soprattutto con riferimento a Software Defined Networks, Autonomic e Self-Organizing Networks. Inoltre, poichè al Future Centre incrociamo le traiettorie tecnologiche con le opportunità di business per l'Operatore, mi occupo anche di analisi e modellazione di ecosistemi servizi (ad es. per l'Internet Con le Cose). Sono appassionato di fisica e matematica per cui mi interessano molto i temi della complessità ed emergenza. Ho studiato al Politecnico di Torino dove mi sono laureato in Ingegneria Elettronica.

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