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Ho scordato lo smartphone? Ah no, l’ho indossato

di - 28 maggio 2014 alle 16:43

Sarà capitato anche a voi. Scendo per andare a correre. Indosso la fascia toracica per inviare i segnali del battito cardiaco all’orologio. Mentre corro ricevo informazioni sull’intensità di allenamento raggiunto e le calorie bruciate fino a quel punto. È una possibilità che oggi la tecnologia ci offre senza difficoltà. Il passo successivo è quello d’indossare una maglietta nelle cui fibre è nascosto il cardiofrequenzimetro. L’innovazione raggiunge anche le fibre tessili, che diventano e-textile o e-fiber, ovvero fibre elettroniche per creare tessuti smart, gli smart fabrics.

Un componente elettronico incapsulato in una fibra tessile.

Un componente elettronico incapsulato in una fibra tessile.

Gli smart fabrics sono tessuti che integrano componenti elettronici e che mantengono le caratteristiche tipiche della stoffa in termini di flessibilità, traspirabilità, lavabilità e indossabilità. La realizzazione di smart fabrics può avvenire in due modi: inglobando l’elettronica tradizionale nel tessuto dell’abbigliamento (creando un ibrido) oppure realizzando l’elettronica direttamente nella fibra del tessuto. Questa seconda possibilità è la più interessante, ma anche quella attualmente meno sviluppata.

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Non trovo la calcolatrice, ora me la stampo.

di - 30 aprile 2014 alle 15:35

Quando si pensa all’elettronica, ciò che colpisce di più è la costante capacità di realizzare componenti sempre più piccoli, e conseguentemente accrescere la densità di capacità di calcolo. Questo fatto, descritto dalla nota legge di Moore, ci ha abituati progressivamente ad avere a disposizione oggetti da un lato sempre più intelligenti e dall’altro sempre più minuscoli. Tuttavia da qualche tempo sta emergendo una nuova tecnologia per la realizzazione di dispositivi elettronici che punta alle ampie superfici e a substrati finora non utilizzabili.

Oggi non ci verrebbe in mente di ingoiare un dispositivo medico elettronico per effettuare un’analisi, dato che risulterebbe decisamente indigesto oltre che pericoloso. Inoltre oggi per vedere un contenuto multimediale associato alla etichetta del vino che ci piace dobbiamo ricorrere alla realtà aumentata tramite il nostro smartphone (o i nostri smart glasses, che non sono i bicchieri di vino!) che ottiene il contesto per mezzo di un QR Code (evoluzione bidimensionale del codice a barre) o a qualche altro meccanismo di riconoscimento d’immagine.

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gadget elettronici per tutti

di - 29 gennaio 2014 alle 12:19

Bazzicando per il CES (Consumer Electronic Show) di Las Vegas si ha la possibilità di fare un salto nel futuro e toccare con mano l’elettronica che sarà disponibile sul mercato durante l’anno. La fiera è sotto gli occhi di tutti grazie alla nutritissima presenza di giornalisti e blogger internazionali: in questo pezzo vorrei darvi la mia vista personale per individuare alcuni “gadget” dell’elettronica del 2014 caratterizzati anche dal miglior prezzo sul mercato.

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Disegnare le interazioni digitali nelle città del futuro

di - 19 settembre 2013 alle 12:19

Il processo di progressiva urbanizzazione è un fenomeno ben noto che l’ex sindaco di Denver in Colorado ha descritto dicendo che “il 19° secolo è stato il secolo degli Imperi, il 20° secolo è stato il secolo degli Stati-Nazione e il 21° secolo sarà il secolo delle Città”. La tecnologia ha un ruolo importante in questo contesto.

The City of London

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EmTech 2012 – che prevedono al MIT?

di - 23 novembre 2012 alle 9:51

Circa un mese fa si è tenuta EmTech 2012, una conferenza giunta alla sua 14esima edizione, organizzata dalla rivista Technology Review del MIT ed ospitata nell’avvenieristico edificio MIT Media Lab: il nome EmTech è una contrazione di Emerging Technologies, Si sono succeduti sul palco testimonial del mondo dell’industria e della ricerca che sono protagonisti dell’innovazione a livello mondiale. Vediamo qualche ipotesi sul futuro emersa durante le presentazioni.  

Gli smart material stanno cambiando l’aspetto stesso dell’elettronica: una nuova tecnologia della start-up MC10 consente di creare elettronica in silicio flessibile, elastica ed integrabile su film plastici che aprono la strada ai sensori personali indossabili come un cerotto.  

La MC10 è un’azienda americana con 25 dipendenti fondata nel 2008, che ha sviluppato una tecnologia per rendere elastici i circuiti elettronici, in alternativa ai procedimenti più costosi di elettronica stampata o organica. Il processo consente di creare sottili strisce di silicio che possono essere poi micro-trasferite su materiali plastici, consentendo di creare forme innovative. I circuiti così realizzati sono allungabili fino a 4 volte. Le applicazioni sono previste nell’area dei prodotti consumer, della salute e della medicina. Per esempio è possibile realizzare un cerotto-circuito per controllare respirazione e temperatura di un neonato, un altro per controllare lo stato di idratazione di un atleta o infine per misurare il livello di esposizione e protezione della pelle ai raggi solari. MC10 ha annunciato un accordo con Reebok per realizzare un sottocasco per lottatori in grado di misurare l’intensità dei colpi ricevuti sulla testa.  
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L'autore

Gianluca Zaffirotecnocurioso di lungo termine
Chi è Gianluca Zaffiro

Fa parte dei laboratori di ricerca di Telecom Italia dal 1994, dopo aver conseguito la laurea in ingegneria elettronica al Politecnico di Torino. Da quel momento si occupa prevalentemente di innovazione tecnologica in vari settori. Nei primi anni lavora in laboratorio alla produzione di prototipi di componenti per le reti in fibra ottica e partecipa a gruppi di standard IEC e attività di ricerca MIUR. Successivamente si occupa dell'elaborazione di scenari di evoluzione dell'ICT e analisi del loro impatto sul business delle telecomunicazioni. Nel progetto Europeo Peach approfondisce il tema delle interfacce uomo-macchina di nuova generazione per la "Presence Immersiva". Attualmente è responsabile del progetto Europeo UrbanIxD.eu per la parte di Industry Landscape e Liaison: il progetto sta creando le basi per l'applicazione dell'Interaction Design all'innovazione dei servizi per le Smart City. E' anche autore di numerosi articoli in conferenze e riviste, tra cui un'analisi di tecnologie ed applicazioni per la Presence (IADIS e-Society, 2009), una panoramica su neuroscienze e ICT (Mondo Digitale, N.38 2011).

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